Rendiconto di fine mandato 2015-2019

Rendiconto di fine mandato 2015-2019

Nei numerosi provvedimenti assunti in questa legislatura, la Regione ha cercato di conciliare le priorità e i valori che tradizionalmente hanno caratterizzato i nostri territori, a cominciare dalla tutela dei più fragili, dagli interventi sul welfare e dall’introduzione del reddito di solidarietà, con le sfide per la crescita, lo sviluppo e l’internazionalizzazione, che hanno confermato l’Emilia-Romagna tre le principali “locomotive” del Paese. Tutto questo in un’ottica di dialogo e condivisione con le parti sociali, così come è accaduto con il Patto per il Lavoro, che ha determinato una diminuzione della disoccupazione al 4,8% e un tasso di occuapazione al 71,3%, con un’attenzione particolare al settore giovanile attraverso il Patto per il Lavoro Giovani Più, la revisione normativa dello strumento dei tirocini, al fine di evitare eventuali abusi per una misura che trova ampia diffusione, e la legge dedicata ai tirocini specifici per le fasce in maggiore difficoltà.

Sul fronte della cultura la Regione ha scelto di triplicare le risorse dal 2015 con un investimento complessivo di oltre 50 milioni (con impatti significativi per la progettualità del comprensorio forlivese), tornando ad attribuire stanziamenti a leggi da tempo non finanziate, come quella relativa a biblioteche, archivi e musei, aumentando sensibilmente i fondi per la promozione e lo spettacolo dal vivo, assumendo anche funzioni di programmazione e gestione degli interventi prima in capo alle Province, investendo sul versante musicale, dai percorsi di alfabetizzazione, insieme a scuole e istituti, al sostegno a festival e rassegne, e puntando su tutta la filiera del cinema e dell’audiovisivo, dalla formazione alla produzione e alla distribuzione, quale motore di valorizzazione del territorio, con importanti ricadute economico-occupazionali e turistiche, evidenziate fin dal primo triennio di sperimentazione. Attraverso un’integrazione delle politiche messa in campo è stato, inoltre, possibile sostenere progetti per il territorio, dall’Ex Santarelli all’Ex deposito Atr e alle Foreste Casentinesi, dalle attività delle pro-loco, alle rievocazioni storiche.Una menzione particolare merita, poi, la legge sulla Memoria del Novecento, di cui ho avuto l’onore di essere relatrice, con la finalità di sostenere la conoscenza dei fatti cruciali della nostra storia, supportando i soggetti che si occupano di conservazione dei documenti, di ricerca e di tutela e valorizzazione dei luoghi della memoria: Istituti Storici, Associazioni e Fondazioni ; la collaborazione con l’Assemblea Legislativa ha permesso, inotre, di implemetare i progetti dei Viaggi della Memoria e dei Viaggi attraverso l’Europa, con il coinvolgimento crescente di giovani e studenti.

A proposito di nuove generazioni, in questa legislatura è stata varata la nuova riforma dei servizi educativi 0-3, in seguito a un confronto approfondito con le realtà territoriali, tra le quali la fondamentale esperienza maturata sul forlivese, che oltre all’introduzione dell’obbligo vaccinale, ha rafforzato l’offerta educativa messa in campo definendo il sistema di accreditamento, potenziando la formazione degli operatori e cercando di rispondere con maggiore flessibilità ai bisogni delle famiglie, senza arretrare in nessun modo sulla qualità, in un percorso sempre più focalizzato, anche grazie all’impegno per contenere rette e liste d’attesa, a promuovere i poli per l’infanzia, in un’ottica di continuità educativa 0-6. Da sottolineare, inoltre, l’approvazione del nuovo piano per l’adolescenza , finalizzato a prevenire e contrastare con un investimento di oltre 20 milioni di euro varie forme di disagio giovanile, da fenomeni di isolamento al bullismo al cyberbullismo e alle dipendenze, e gli stanziamenti delle politiche giovanili per supportare aggregazione, informazione, cittadinanza attiva e orientamento tra i ragazzi. Il tema dei giovani intreccia inevitabilemente quello dell’istruzione, un versante centrale per la Regione Emilia-Romagna, che ha concretizzato importanti interventi di edilizia scolastica, di messa in sicurezza e di efficientamento energetico degli edifici, aumentato di oltre il 40% le risorse sul fronte del diritto allo studio, per garantire la risposta al 100% delle richieste di borse di studio, e proposto, sul piano della formazione, percorsi fortementi personalizzati per giovani che non studiano e non lavorano, da un lato, e percorsi finalizzati ad alte specializzazioni, dall’altro.

Centrale in questa legislatura anche il tema della prevenzione, declinato in senso generale dalla legge approvata sulla promozione della salute e del benessere, sul fronte dello sport, quale elemento determinante di corretti stili di vita, con investimenti per oltre 40 milioni sugli impianti sportivi e sui progetti, e nell’ambito del contrasto a nuove piaghe sociali e sanitarie come quelle dell’azzardopatia.

Il testo unico della legalità della Regione, nato con l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità, rafforzare i controlli sugli appalti e tutelare la continuità occupazionale in aziende colte da provvedimenti giudiziari, contiene, infatti, anche l’obbligo per sale slot e gioco di collocarsi oltre 500 metri di distanza da luoghi sensibili (scuole, ospedali, aree di aggregazione e culto…). Si tratta di una misura introdotta con un emendamento di cui sono stata prima firmataria, non solo per specifiche finalità di tutela della salute pubblica, ma anche come contrasto a fenomeni di usura e riciclaggio, fortemente connessi alla questione dell’azzardopatia.

La delicata e complessa situazione dell’ambiente e del territorio ha visto e vede la Regione impegnata a fronteggiare le emergenze, con i piani attivati per tentare di dare risposta agli ingenti danni del maltempo o alle condizioni di dissesto idrogeologico, e a cercare di raggiungere progressivamente obiettivi in termini di prevenzione e sostenibilità: dal piano aria, con interventi strutturali per contrastare l’inquinamento e diminuire l’impatto delle polveri sottili, eco-bonus ed incentivazioni alla rottamazione dei mezzi più inquinanti, al piano energetico regionale 2030, che rafforza l’impegno verso il perseguimento degli obiettivi comunitari in tema di efficientamento energetico, e alla legge sull’economia circolare, che pone al centro i temi del rifiuto come risorsa, del recupero di materia e della tariffazione puntuale.

Sul fronte delle infrastrutture e della mobilità, ricordo il cofinanziamento regionale per il terzo lotto della tangenziale di Forlì, investimento indicato tra quelli prioritari, l’impegno assunto per l’aeroporto, per la classificazione fra gli aeroporti di interesse nazionale e per azioni di adeguamento infrastrutturale, e gli interventi per potenziare la mobilità ciclopedonale e il trasporto pubblico (anche nelle zone montane, secondo uno dei principali obettivi del Piano per la Montagna, oltre al taglio dell’Irap per le imprese e i contributi per le case alla giovani coppie), favorire l’integrazione tariffaria, garantendo abbonamenti autobus gratis ai pendolari, e rinnovare il parco mezzi, nella consapevolezza che ancora molta strada deve essere fatta per tutelare gli utenti, come ho sostenuto in numerosi atti presentati.

Chiudo con un passaggio su temi delle pari opportunità e dei diritti delle persone, perché dall’Emilia-Romagna sono arrivati finanziamenti importanti per i centri antiviolenza, per le case rifugio, per percorsi di reinserimento lavorativo destinati a donne vittime di violenza, ma anche per progetti di educazione al contrasto degli stereotipi e al rispetto delle differenze; la Regione ha, inoltre, approvato la legge contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, una norma di civiltà, di cui essere orgogliosi.

Di seguito il rendiconto dettagliato dell’attività svolta, con i principali provvedimenti adottati e i più significativi progetti sostenuti sui territori.

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