Le mie proposte

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Campagna per le elezioni regionali del 23 novembre 2014

 

Di fronte alle sfide cruciali e alle grandi trasformazioni che la Regione Emilia-Romagna dovrà affrontare, il ruolo dei consiglieri regionali sarà centrale nel farsi portavoce delle istanze e dei bisogni dei propri cittadini e del proprio territorio, in una dimensione inclusiva di partecipazione ed ascolto, di studio ed analisi dei dati a disposizione.

Se sarò eletta, il mio impegno si svilupperà in questa prospettiva.

La Regione che dovrà tornare a scoprire lo spirito pioneristico che l’ha caratterizzata nei decenni scorsi e ad investire, con coraggio, su progettazioni innovative e visioni di ampio respiro, superando la tendenza al municipalismo e con la capacità di guardare all’Europa.

RIORDINO ISTITUZIONALE

E’ fondamentale procedere in tempi stretti alle definizione delle nuove funzioni assegnate a comuni/unioni dei Comuni, città metropolitane, aree vaste o neo-province, per superare la fase di stallo attuale e concretizzare il ritorno della Regione a ruoli di lettura e riorganizzazione territoriale.

LAVORO E PARI OPPORTUNITA’

Occorre aprire una nuova stagione di politiche attive del lavoro: investire su formazione e orientamento, accompagnando la nascita di nuove imprese e start up e, al contempo, sostenendo l’attuale apparato produttivo che vede nell’eccellenza del manifatturiero un grande punto di forza; sviluppare il legame tra scuola/ università/ ricerca e mondo del lavoro; scommettere su un nuovo modello culturale e turistico, quale volano dello sviluppo economico e su settori innovativi, dall’industria creativa alla green economy, a partire dal corretto uso dei fondi strutturali 2014-2020. Fondamentale è anche continuare ad investire sulle politiche di conciliazione per favorire l’impiego femminile.

SCUOLA E UNIVERSITA’

Occorre continuare a investire sull’istruzione, settore in cui la nostra Regione ha sempre mostrato livelli d’eccellenza, a comiciare dalla qualità degli asili: l’Emilia-Romagna può candidarsi a sperimentare il modello 0-6 anni che il PD ha proposto in Parlamento; va rafforzato, inoltre, l’investimento sugli istituti tecnici e professionali , rispondendo al problemma della dispersione scolastica e alle esigenze delle imprese, e va tutelato il diritto allo studio, anche per l’alta formazione, ponendo con forza la questione nella Conferenza Stato-Regioni. L’Università e la ricerca devono, inoltre, essere l’interlocutore privilegiato di imprese e mondo produttivo, per favorire lo sviluppo e la crescita.

BENI COMUNI

Rimettiamo al centro i beni comuni: è necessario rivedere la modalità con cui si sta riorganizzando la sanità, attraverso il coinvolgimento dei territori e degli operatori di settore, affinchè le decisioni non siano calate dall’alto e non siano penalizzati alcuni territori rispetto ad altri; occorre approvare celermente la legge regionale sui rifiuti, anche alla luce dell’art. 35 dello Sblocca Italia che rischia di far diventare l’Emilia-Romagna la “pattumiera”d’Italia, e puntare su un nuovo modello di economia circolare che privilegi il riuso e il riciclo; vanno sostenute la lotta al dissesto idrogegologico, tutelando le aree montane dallo spopolamento, e la lotta al consumo di suolo, mettendo in atto un’attenta analisi costi-benefici quando si parla di interventi dall’alto impatto ambientale ed economico.

CULTURA, CREATIVITA’ E EUROPA

La cultura rappresenta un poderoso motore di crescita e sviluppo, anche sotto il profilo economico e occupazionale. Occorre puntare sulla promozione, in chiave internazionale, del nostro ricco patrimonio, da quello storico-artistico a quello enogastronomico, quale elemento centrale nella valorizzazione del territorio; bisogna investire sulla digitalizzazione e sull’industria creativa, secondo le linee di Europa 2020, a cominciare dallo sviluppo della legge sull’audiovisivo che potrà portare alla nascita del distretto culturale e multimediale Romagna; sarà necessario rafforzare gli sportelli per il supporto alla progettazione, in modo da favorire gli operatori culturali nella partecipazioni ai bandi europei.

TURISMO

Occorre rivedere il modello turistico, puntando su una nuova proposta in grado di dare risposte al turismo moderno e internazionale, creando sinergie tra costa ed entroterra, valorizzando le potenzialità del patrimonio culturale, enogastronomico, ambientale e del benessere (incluso il tetermalismo), avviando processi di rinnovamento delle strutture ricettive, di innovazione tecnologica e digitalizzazione e puntando su un adeguato sistema di mobilità e di collegamento tra i territori.

MOBILITA’

Bisogna invertire la rotta, nella direzione di un nuovo modello di mobilità sostenibile che punti, come elemento prioritario, all’investimento sul sistema ferroviario, rendendolo accessibile e competitivo, combattendo consumo del suolo e tutelando ambiente e salute, risponededo alle esigenze dei 160 mila pendolari che si muovono quotidianamente e a quelle di imprese e operatori turistici.

AGRICOLTURA

Il produttore deve ritornare ad essere al centro delle politiche agricole che, anche attraverso un più costante legame con l’Europa, devono salvaguardare il reddito di chi opera in campagna e di fatto è una “sentinella” del territorio. Il sistema agricolo emiliano romagnolo – che è uno dei più avanzati in Europa – va stimolato ad assumere la guida delle politiche di filiera attraverso trasparenza, marchi, e garanzie per consumatori al fine di superare la crisi anche con un rapporto migliore con l’agroindustria e la grande distribuzione.

LEGALITA’

Dobbiamo fare i conti con un problema che riguarda anche “casa nostra” e danneggia l’economia sana di lavoratori ed imprenditori onesti: l’infiltrazione ed il radicamento della criminalità organizzata. Sono state approvate leggi importanti, nei settori dall’edilizia e dell’autotrasporto, ora occorre valutarne l’effettiva applicazione e portare l’attenzione su altri ambiti altrettanto delicati, dal turismo all’agricoltura, favorendo l’azione dell’Osservatorio regionale e la nascita di nuovi osservatori sui territori e destinando investimenti alla riqualificazione e alla rinascita dei beni confiscati, 109 nella nostra regione, affichè diventino luoghi di educazione alla cittadinanza attiva e risorse per creare lavoro.

 

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Stemma-Comune-FORLILa mia storia –  Assessore della Giunta Comunale di Forlì (2009-2014)